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Esperienza di una ragazza vittima di bullismo


















Bullismo

Il bullismo è una forma di prepotenza endogena rivolta a persone che fanno parte di un gruppo di pari; quasi sempre l'intera classe tende ad essere coinvolta nell’atto bullismo, tramite meccanismi di consenso, più o meno consapevole. Spesso gli spettatori si lasciano coinvolgere nel timore di diventare essi stessi vittime, per mettersi in evidenza nei confronti del bullo, o per uniformarsi alla cultura identitaria del gruppo.

Il ciclo del bullismo può includere sia atti di aggressione da parte del bullo sia atti di reazione della vittima che, normalmente, sono interpretati come stimolo da parte del bullo. Il ciclo si basa, quindi, sulla possibilità di avere sempre degli stimoli che possano motivare l'aggressore a porre in essere atti di prepotenza reiterati nel lungo termine per mesi, anni o per tutta la vita.

Lo stimolo che più frequentemente è implicato nella riattivazione del ciclo è la sottomissione. Il bullo tipicamente è alla ricerca di un riconoscimento pubblico, come dire: «guardatemi e temetemi, sono così forte che ho il potere di incutere timore verso qualsiasi persona ed in qualsiasi momento senza pagare alcuna conseguenza per le mie azioni!». Nel momento in cui la vittima dimostra di possedere delle tendenze passive, che le inibiscono qualsiasi reazione o la giusta reazione, allora il ciclo continuerà a riattivarsi.
Le caratteristiche
Il bullismo è riconoscibile, quindi da tre caratteristiche:
  • Intenzionalità;
  • Persistenza nel tempo;
  • Asimmetria nella relazione.

    Si tratta, quindi, di un'azione intenzionale eseguita al fine di arrecare danno alla vittima, continuativa nei confronti di un particolare compagno, caratterizzata da uno squilibrio di potere tra chi compie l'azione e chi la subisce.
    Tipologie di bullismo
    Esistono diversi tipi di bullismo, che si dividono principalmente in bullismo diretto e bullismo indiretto.

    Il bullismo diretto è caratterizzato da una relazione diretta tra vittima e bullo e a sua volta può essere catalogato come:

  • bullismo fisico: il bullo colpisce la vittima con colpi, calci, spintoni, sputi o la molesta sessuale;
  • bullismo verbale: il bullo prende in giro la vittima, dicendole frequentemente cose cattive e spiacevoli, chiamandola con nomi offensivi e sgradevoli o minacciandola.

    Il bullismo indiretto (psicologico) è meno visibile di quello diretto, ma non meno pericoloso in quanto agisce , e tende a danneggiare la vittima nelle sue relazioni con le altre persone, escludendola e isolandola dal gruppo con pettegolezzi e calunnie sul suo conto.
    Le parti
    Nelle azioni di bullismo si riscontrano quasi sempre i seguenti ruoli:

    1. "bullo o istigatore": colui che compie l'atto di prepotenza;

    2. "vittima": colui che subisce le prepotenze;

    3. "complice": colui che ride a partecipa all'azione del bullo,"alimentandolo".

    4. "spettatore": colui che partecipa all'evento senza prendervi parte attivamente.

    I bulli maschi sono maggiormente inclini al bullismo diretto, tendono all'approccio di forza, mentre le femmine sono più inclini al bullismo indiretto. Per quanto riguarda l'età in cui si riscontra questo fenomeno, si hanno due diversi periodi: il primo tra i 8 e i 14 anni, mentre il secondo tra i 14 e i 18, ma negli ultimi anni si sono riscontrati fenomeni di bullismo anche tra i ragazzi di 11 anni o meno.

    Le possibili conseguenze
    Nell'anno scolastico 2016-2017 sono stati 616 i casi di bullismo accertati nelle scuole campane : questi i risultati della ricerca a campione «L'incidenza del bullismo nelle scuole della Campania» voluta dal garante regionale dell'infanzia e dell'adolescenza. Il garante per l'infanzia parla di «numeri allarmanti, tanto più che facendo una proiezione del campione adoperato (22%) sul 100% delle scuole, avremmo circa 3000 casi.

    Le conseguenze del bullismo sono molto gravi non solo per la vittima, L'Anti-Bullying Centre at Trinity College di Dublino è intenta ad approfondire le conseguenze del bullismo sugli aggressori stessi, sia minorenni che adulti, i quali sono più soggetti a soffrire di una serie di disturbi quali depressione, ansia, deficit di autostima, alcolismo, autolesionismo ed altre dipendenze, senza stimare i casi di suicidio accertati.